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Esseri umani o merce? Il triste destino dei bambini

Redazione 20 gennaio 2016 Cultura, News
Esseri umani o merce? Il triste destino dei bambini

“Capiamo lo sconforto dei genitori per la situazione in cui si sono venuti a trovare. La compagnia li segue da vicino e gli ha fornito assistenza psicologica. L’inchiesta che abbiamo condotto ha rivelato un raro errore umano in un laboratorio del Nepal ma vogliamo assicurare che Tammuz lavora con personale specializzato nel campo della surrogacy e che ha aiutato centinaia di famiglie a coronare il sogno della genitorialità. Faremo in modo che in futuro episodi del genere non accadano più”.

Queste le scuse della Tammuz International Surrogacy, l’agenzia a cui una coppia gay israeliana si era rivolta per l’abominevole pratica dell’utero in affitto.

La “loro” bambina non era biologicamente figlia di nessuno dei due e quindi non poteva essere registrarta all’anagrafe: l’errore è stato rivelato dai test genetici che chi usa una madre surrogata è obbligato a fare in Israele per dimostrare il legame con il bambino.

La coppia, quindi, ha riconsegnato la piccola. Peccato che però non si trattasse di un pacco ma una vita umana.

Dal 2013 il Nepal è la meta preferita di coloro che vogliono avere un figlio prendendo in affitto un utero.

Nel 2014 il governo Nepalese ha stabilito di vietare alle donne nepalesi di prestarsi a tali pratiche, ma il mercato dei bambini su commissione è proseguito anche con le donne indiane o thailandesi che si recano in Nepal solo per fare un figlio.

Il business è venuto alla luce in modo particolare all’indomani del terremoto che ha sconvolto il Paese, tra aprile e maggio 2015. I bambini nati da maternità surrogata erano così tanti che proprio Israele dovette organizzare addirittura un ponte aereo per evacuarli tutti e portarli tra le braccia delle coppie gay che li avevano commissionati (nello Stato ebraico la gestazione per altri è già permessa, ma solo agli eterosessuali infertili).

In un sol colpo abbiamo fatto dei bambini merce e creato nuovi schiavi. E l’Italia potrebbe allinearsi a questo abominio. In effetti, non sarà forse la “naturale” evoluzione di un pensiero ideologico che ha già legalizzato l’aborto, che chiude gli occhi davanti alla pedofilia (vedi le ultime denunce di don Di Noto ignorate totalmente dai media) e oggi vuole fortemente l’utero in affitto e il matrimonio omosessuale?

Noi dal canto nostro abbiamo le idea molto chiare: impedire questo abominio, contrastare il così detto DDL Cirinnà. I bambini non sono merce, la vita non è un gioco!

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