Spazio Libero Cervantes

Magmatica, una “festa” che si diffonderà nelle strade

Redazione 31 luglio 2018 Comunicati stampa, Eventi
Magmatica, una “festa” che si diffonderà nelle strade

Centinaia di partecipanti, cinque incontri-dibattito, quindici relatori, tre mostre, due presentazioni editoriali, una notte in cerchio a cantare e un’altra a “lottare” sotto palco per finire, poi, con il “quadrato” – il punto sul prossimo anno di impegno e di lotta – formato dalle comunità, ben tredici, che quest’anno hanno contribuito a rendere Magmatica l’evento centrale per gli identitari italiani.

Questi i “numeri”. Da parte nostra diciamo che sono stati soprattutto tre giorni nel nome del sacro, della terra e della stirpe: gli elementi pre-politici da cui prende linfa ogni azione ordinatrice, ogni gesto di affermazione, ogni progetto che non si accontenta della velleità. Tre giorni di formazione e di predisposizione quindi, di incontro e confronto, di sudore e trasmissione.

Per noi Magmatica – da sette edizioni a questa parte – è questo: un campo permanente di “esistenza”, la festa di chi non si piega e non ripiega su se stesso ma è anche la zona franca dove le nostre realtà scelgono ogni estate di incontrare l’altro, chi ha intrapreso un percorso parallelo al nostro ma sente – proprio come noi – di dover rispondere al richiamo ancestrale del suolo e del sangue, alla vena viva dove scorre la storia.

In nome di ciò Magmatica ha coniugato quest’anno proposta e critica scegliendo di interloquire anche, con serena marzialità, con il mondo della rappresentanza politica che si richiama al sovranismo, sia con quello chiamato all’enorme sfida del governo sia con quello che spinge dall’opposizione. Un esperimento che ha aperto ponti e che ha mostrato alla politica “ufficiale” il livello altissimo dell’“offerta” che l’ambiente non conforme è capace di proporre in termini di innovazione sociale, di egemonia culturale, di risposte puntuali al disagio esistenziale in cui versa un’intera generazione.

Tutto questo, e non è un dettaglio, avviene alle porte di un’Europa aggredita all’esterno dai vecchi e dai nuovi nemici e “invasa” al suo interno dai burocrati e dalle élite anti-nazionali. Dal Sud e dalla Sicilia allora, dove le realtà identitarie da tempo hanno “riattivato” il modello federiciano di sintesi, è giunta una risposta corale all’appello giunto da Milano, fucina da sempre di esprit rivoluzionario, e dal “fuoco” sempre alto di Roma.

Anche qui FederAzione e le sue comunità sono già all’opera e hanno scelto di affrontare insieme la sfida dei nostri tempi, quella contro l’accidia e la fuga dalle responsabilità. Un’unità di intenti che parte proprio dai mille campanili e dalle mille torri della nostra Italia: storie diverse di un unico destino. Una “festa”, la nostra, che si diffonderà nelle strade, nelle scuole, nei luoghi di lavoro. Capiranno presto tutti i nemici dello spirito, della terra e della stirpe che i nostri sorrisi non sono uno scherzo.

Lo Spazio libero Cervantes.

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